Gratitudine

scritto da Sonia Anguzza
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A te che vegli su me
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Testo: Gratitudine
di Sonia Anguzza

A luci soffuse, in una stanza isolata, il tuo respiro apre i monti del mio corpo e la tua bocca calda lentamente entra. Distesa supinamente, chiudo gli occhi e la mia mano si bagna di calde gocce e il viso si scioglie in lacrime di gratitudine. Piango. Il mondo, all'improvviso, non urla più.
Non batte più i pugni contro la mia porta. Non mi costringe a restare sveglia, le sue tragiche contraddizioni escono di scena come attori alla fine di uno spettacolo. La strada è stata la mia casa e ho imparato a diffidare della quiete, a considerare ogni felicità una tregua fragile, destinata a spezzarsi. Anche quando sorridevo, una parte di me continuava a sorvegliare l'orizzonte. Adesso, invece, tutto sembra sereno. E questa serenità mi attraversa con una forza che non avevo previsto. Scioglie muscoli che non sapevo di tenere contratti da anni. Spegne allarmi che credevo necessari alla sopravvivenza. Ti sono grata d'amore. Di un amore che non pretende ma cura. Di un amore che entra senza violenza nelle stanze più ferite dell'anima e vi porta una pace dimenticata. Non sento il bisogno di prepararmi alla caduta, sono al sicuro.

Gratitudine testo di Sonia Anguzza
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